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mondo onirico e abduction
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rayondelapleinelune

Maestro Asceso





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rayondelapleinelune is offline 

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Interessi: Ufologia ed abduction,Astronomia,Scienze alternative,Storia occulta e occultata,archeologia e antiche civilta'.l'universo che sta intorno e dentro noi



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Corrado Malanga, 19 gennaio 2004
http://www.ufomachine.org/articoli/A13)%20...O%20ONIRICO.pdf

Tra le analisi che si effettuano sugli addotti grande importanza riveste quella dei sogni. È infatti importante comprendere che i sogni, in generale, non sono da considerare come parte del lavoro fantastico dell’inconscio, bensì come veri e propri segnali, veri e propri messaggi del profondo, i quali di fantastico, se ben interpretati, alla fine hanno ben poco.
I sogni prendono spunto da vicende che, di solito, sono legate a qualcosa accaduto durante il giorno, quasi sempre nelle ultime 24 ore.
La natura dell’inconscio è quella che è, cioè l’inconscio non conosce nemmeno l’idea della menzogna e, partendo da questa constatazione, è abbastanza sciocco credere che abbia voglia di inventarsi qualcosa, dato che l’invenzione è ad esso assolutamente sconosciuta.
Ma allora perché, ci si potrebbe chiedere, è così difficile interpretare il significato dei sogni, che, nella maggior parte dei casi, sembrano distaccarsi completamente dalla realtà, apparendo, nella migliore delle ipotesi, fantastici, artefatti e magici?
L’inconscio è un motore che non si spegne mai durante la vita, che non dorme mai e che registra, attraverso gli input del cosciente ed i filtraggi del subcosciente, i vari aspetti del mondo esterno, che noi impropriamente chiamiamo realtà. Quando, in stato di veglia, ci vogliamo ricordare di un evento registrato in precedenza, l’inconscio manda i suoi segnali al subconscio e questo li interpreta per renderli
comprensibili al cosciente. In altre parole, l’inconscio parla una specie di linguaggiomacchina, ben lontano dalla possibilità di essere compreso con facilità dal cosciente, se questo non conosce la chiave interpretativa del messaggio archetipale che sta alla base
della comunicazione inconscio-subconscio. Quando un soggetto dorme, invece, il subconscio dorme con lui e non ha possibilità di
interpretare i messaggi inconsci; questi ultimi passano direttamente al conscio, senza traduzione, ovvero con una traduzione sommaria, probabilmente effettuata “di fretta” da quella parte di subconscio rimasta a malapena cosciente.
Il risultato finale è rappresentato da una serie di immagini che rappresentano scene complesse e spesso prive di una chiara chiave di lettura.

In realtà la chiave di lettura esiste, ma non è quella che di solito usiamo.
Il linguaggio, composto da fonemi ed immagini o da sensazioni tattili e colori, appare sfumato mentre tutto ciò che provoca i colori, le immagini e le sensazioni cinestesiche sta lavorando.
In breve l’inconscio parla l’unico linguaggio che conosce, quello degli archetipi.
Partire da questa osservazione è importante perché, se tutto ciò è vero, allora abbiamo la possibilità di comprendere il significato della vita onirica e del suo immaginario, sapendo che ben poco c’è di immaginario, ma che, dietro l’immagine, si nasconde l’archetipo che
l’ha prodotta.
Sigmund Freud, il padre della Psicanalisi, fu il primo ad introdurre un metodo interpretativo in cui non è importante la scena ricordata, ma la sensazione legata a tale scena.
Carl Gustav Jung, ampliò lo studio dei sogni con alcuni trattati sul significato degli archetipi nei sogni stessi; questa rappresenta, secondo me, la giusta chiave di lettura, utile nella comprensione del mondo onirico degli addotti.
Dunque se due persone differenti sognano un pallone da calcio, tale sogno sarà sicuramente interpretabile con la stessa chiave di lettura archetipale, ma darà due risultati differenti, poiché nelle menti di Tizio e di Caio il pallone da calcio potrebbe essere il
prodotto della traduzione, da parte del subconscio, di archetipi diversi. Quindi, per capire cosa significhi per i due il pallone da calcio, bisogna trovare il modo di comprendere quali sono gli archetipi che hanno prodotto tale visione.
Come ho già avuto modo di dire, la visione rappresenta quasi l’ultimo passaggio (l’ultimo è il fonema) e si distanzia notevolmente dal significato di partenza. Per questo è necessario interrogare chi ha sognato e farsi raccontare quali sensazioni ha provato sognando un
pallone da calcio. La sensazione, cioè l’insieme di emozioni che il pallone da calcio produce nel sogno, è quanto di più vicino esista agli archetipi che l’hanno generata, perché la sensazione viene prodotta ancor prima del simbolismo.
Si potrebbe forse dire che la sensazione è il nostro archetipo, o meglio, il modo in cui l’archetipo si manifesta.
L’archetipo non può essere disegnato e non può in nessun modo essere visualizzato: non è un colore, ma ad un colore può essere associato (nel test di Lusher), non è un’immagine, ma ad una parte dell’immagine può essere associato (nel test di Roshack), non è un suono, ma ad un suono può essere associato (come nella musicoterapia di Pfister). L’archetipo non è nulla di tutto questo, ma è tutto ciò contemporaneamente.
L’analisi, di conseguenza, non deve fermarsi all’immagine del pallone da calcio, ma deve giungere alle sensazioni provate durante la visione onirica del pallone stesso.
Nel far ricordare il sogno al soggetto, gli si chiederà di riprovare le sensazioni ambientali in generale e si produrrà, così, il rinnovo di un’ancora (PNL), già provata durante il sogno, nella speranza che tale effetto si agganci alla causa che l’ha provocato.
In realtà il nostro inconscio, mentre rivive la sensazione, è, li per lì, in grado di interpretarla archetipalmente e di trasmetterne il significato al subconscio, il quale, siccome questa volta è in stato di veglia, è anche in grado di reinterpretarlo correttamente, rendendo
fruibile il vero significato del sogno a colui che lo ha sognato.
Questo meccanismo rappresenta la base dell’interpretazione del sogno da me utilizzata, anche se, a dire il vero, non l’ho trovato scritto esplicitamente da nessuna parte.
Oggi la PNL permette di ipotizzare l’esistenza di questo meccanismo di produzione del sogno e, secondo me, varrebbe la pena che gli esperti del settore cominciassero a tenerlo presente. Sarà lo stesso soggetto sognante, alla fine, a fornire la vera interpretazione del sogno, e non lo psicoterapeuta di turno, il quale rappresenterà solamente uno schermo riflettente transizionale, cioè qualcosa dove le emozioni, sognate dal paziente e fonemicamente espresse, rimbalzeranno per rientrare, attraverso le sue stesse orecchie, nel subconscio.

continua su ..
http://www.ufomachine.org/articoli/A13)%20...O%20ONIRICO.pdf
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