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menphis75

Essere di Luce





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Pensiero del giorno lunedi 29 aprile 2013.

"Voi dite: «Non ne posso più... Non ho più una goccia di
energia...» Sì, forse nel “serbatoio” che si è appena
esaurito, ma di serbatoi ne avete ancora tanti altri in voi.
Sostituite il vecchio serbatoio con il nuovo, e potrete
proseguire il vostro cammino.

È vero, vi sono momenti in cui si può essere invasi da una
spossatezza mortale, dalla sensazione che non si riuscirà a fare
un solo passo in più. È difficile lottare contro una
sensazione, qualunque essa sia; ma quando si prova questo genere
di stanchezza, è una ragione in più per rimanere saldi nella
convinzione che si hanno ancora delle risorse e che ben presto ci
si potrà rimettere in cammino. Un giorno arriverete veramente a
esaurire anche le ultime energie di questa esistenza, ma per il
momento non ci siete ancora, e se saprete alimentare in voi
pensieri di coraggio e di speranza, presto vi risolleverete.
Avrete a disposizione un nuovo serbatoio e ripartirete con
energie assolutamente fresche."

> Omraam Mikhaël Aïvanhov

Pensiero del giorno martedi 30 aprile 2013.

"L'esistenza è una corda tesa sulla quale avanziamo, combattuti
fra impulsi contrari. Tutti i giorni dobbiamo mantenere un
equilibrio fra i due piatti di quella bilancia costituita in noi
dal cuore e dall'intelletto. Se il cuore pende troppo da un lato,
se i sentimenti prendono troppo la parola, è necessario far
subito intervenire l'intelletto, il pensiero; e viceversa. C'è
sempre qualcosa da aggiungere da un lato e togliere dall'altro.
Per poter camminare, abbiamo due piedi che facciamo avanzare
l'uno dopo l'altro; allo stesso modo, nel piano psichico dobbiamo
avanzare facendo appello alternativamente all'intelletto e al
cuore. Quando e fino a che punto è l'intelletto a dover
intervenire? E quando e fino a che punto a dover intervenire è
il cuore? Ecco una domanda difficile. È raro incontrare esseri
che sappiano mostrarsi perspicaci e rigorosi, pur rimanendo pieni
di indulgenza, di flessibilità e di apertura nei confronti degli
altri. Per riuscirci, occorre imparare ad alternare
coscientemente le attività che nutrono l'intelletto e quelle che
nutrono il cuore."

> Omraam Mikhaël Aïvanhov

Pensiero del giorno mercoledi 1 maggio 2013.

"All’idea di lavoro viene più spesso associata quella di fatica
e anche di castigo, castigo che il Creatore avrebbe inflitto
all’uomo in espiazione del suo peccato originale. Eppure, il
lavoro può essere fonte di gioia, ma in tal caso non si tratta
di un lavoro qualsiasi; e quello di cui vi si parla in una Scuola
iniziatica è un lavoro con la luce e con l’amore, un lavoro
per la luce e per l’amore…

Chi simboleggia al meglio tale lavoro è il sole, che senza
tregua illumina, riscalda e vivifica. Ecco un lavoro al quale gli
esseri umani non hanno mai pensato molto, ma voi invece dovete
cominciare a considerarlo seriamente. Certo, all’inizio sarete
maldestri e non vedrete tanti risultati: non è facile irradiare
la luce, il calore e la vita del sole. Ma non appena avrete
intrapreso questo lavoro, tutti i piaceri che prima gustavate
impallidiranno al confronto. In questi sforzi per portare ovunque
la luce, il calore e la vita, proverete una gioia alla quale
nulla può paragonarsi."

> Omraam Mikhaël Aïvanhov

Pensiero del giorno giovedi 2 maggio 2013.

"Gli esseri umani cercano soprattutto di avere per amiche persone
gradevoli che assecondino i loro gusti e i loro istinti. Se
incontrano qualcuno che dice loro come progredire, come superare
se stessi... oh, è meglio starne lontani! Eppure, non c’è
amico migliore di un Maestro spirituale, poiché egli rappresenta
la “testa” che conosce la direzione giusta. Quella testa di
certo non procura altro che sensazioni piacevoli. Eppure il
discepolo, solo ogni tanto, quando soffoca o sta annegando, o
quando non sa più cosa fare, si decide finalmente a ricorrere ad
essa per tornare a respirare un po' e ritrovare la strada… La
cosa triste è che questa situazione non dura a lungo ed egli
torna a sguazzare nelle paludi.

Allora, cosa deve fare il Maestro?… Egli ha dato degli
argomenti, ha fornito dei metodi, e se i discepoli non li
accettano, sarà la vita a incaricarsi di dar loro delle lezioni,
e lo farà senza riguardo, a colpi di mazza! A questo pensiero il
Maestro ovviamente si rattrista, ma cosa può fare? Egli sa
soltanto che, vivo o morto, è il migliore amico dei suoi
discepoli, un amico come non se ne trovano da nessun'altra parte.
Il giorno in cui i discepoli lo capiranno, niente e nessuno
potrà fermarli nel loro cammino verso la luce e la libertà. "

> Omraam Mikhaël Aïvanhov

http://www.macrolibrarsi.it/autori/_omraam_mikhael_aivanhov.php?pn=165

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